In questo blog, vi mostro tutto ciò che faccio, con ciò che mi offre la mia terra (Sardegna). Avrete consigli utili, ricette segrete, curiosità e lavori fatti esclusivamente a mano con i prodotti naturali di questa meravigliosa terra. Ma non solo, vi intratterò con le mie nuove scoperte del momento, grossi premi e cotillon. Per cui, seguitemi ed iscrivetevi anche al mio canale You Tube Camilleri Caterina. Un abbraccio
martedì 21 aprile 2015
domenica 19 aprile 2015
giovedì 16 aprile 2015
martedì 14 aprile 2015
FICO D'INDIA
Ciao a tutti. Eccomi di nuovo a voi per porvi una domanda "spinosa":
Quante di voi hanno mai mangiato il fico d'india?
Alcuni di voi mi risponderanno che chi abita in luoghi dal clima mediterraneo ed ovunque cresce questo cactus, almeno una volta lo ha assaggiato.
Ma la mia domanda è:
Chi di voi ha mai mangiato "le pale" del fico d'india e non i frutti?
Ahahahahah a questo punto, molti di voi penseranno che mi da di volta il cervello!!!!!!!
Ebbene amiche ed amici, anche le "pale" di fico d'india si mangiano!!!!!
Sono ottime, hanno un elevatissimo contenuto di vitamina C, hanno un ottimo potere ipocolesterolemizzante.
Nella mia pagina fb Zeniatta Pignatta, ho anche messo una ricetta per come cuocere questo cactus.
Ma il Fico d'india non si mangia solo cotto, ma anche crudo!
Mi spiego:
Una volta sbucciata la Pala (Opuntia), si può assumere la mucillagine contenuta al suo interno, per avere beneficio a livello gastrico sia dal punto di vista protettivo che antinfiammatorio e cicatrizzante.
Ma torniamo ai gustosi piatti a base di Opuntia.
Una volta raccolta, bisogna spellarla in modo da togliere le spine e tagliarla a pezzetti. Per fare in modo che la mucillagine al suo interno non infastidisca il nostro palato, mettiamo del bicarbonato di sodio o delle bucce di pomodoro all'interno dell'acqua di cottura.
A questo punto la nostra Opuntia è pronta.
Possiamo mangiarla in insalata con pomodori, peperoncino e cipolla; oppure impanate e fritte.
Ciao a tutti. Eccomi di nuovo a voi per porvi una domanda "spinosa":
Quante di voi hanno mai mangiato il fico d'india?
Alcuni di voi mi risponderanno che chi abita in luoghi dal clima mediterraneo ed ovunque cresce questo cactus, almeno una volta lo ha assaggiato.
Ma la mia domanda è:
Chi di voi ha mai mangiato "le pale" del fico d'india e non i frutti?
Ahahahahah a questo punto, molti di voi penseranno che mi da di volta il cervello!!!!!!!
Ebbene amiche ed amici, anche le "pale" di fico d'india si mangiano!!!!!
Sono ottime, hanno un elevatissimo contenuto di vitamina C, hanno un ottimo potere ipocolesterolemizzante.
Nella mia pagina fb Zeniatta Pignatta, ho anche messo una ricetta per come cuocere questo cactus.
Ma il Fico d'india non si mangia solo cotto, ma anche crudo!
Mi spiego:
Una volta sbucciata la Pala (Opuntia), si può assumere la mucillagine contenuta al suo interno, per avere beneficio a livello gastrico sia dal punto di vista protettivo che antinfiammatorio e cicatrizzante.
Ma torniamo ai gustosi piatti a base di Opuntia.
Una volta raccolta, bisogna spellarla in modo da togliere le spine e tagliarla a pezzetti. Per fare in modo che la mucillagine al suo interno non infastidisca il nostro palato, mettiamo del bicarbonato di sodio o delle bucce di pomodoro all'interno dell'acqua di cottura.
A questo punto la nostra Opuntia è pronta.
Possiamo mangiarla in insalata con pomodori, peperoncino e cipolla; oppure impanate e fritte.
Se avete altre ricette e volete condividerle,lasciatele pure nei commenti
Un abbraccio dalla vostra Caterina
lunedì 13 aprile 2015
sabato 11 aprile 2015
SAPONE INFELTRITO
Una delicata coccola sotto la
doccia………
Ecco che cos’è il sapone infeltrito!
Il sapone infeltrito è un sapone
naturale al 100% ricoperto da uno strato di morbida lana cardata che
infeltrisco ad ago.
Non c’è sviluppo di batteri in quanto
la lana rimane sempre a contatto col sapone (che comunque ad ogni utilizzo
dovrà essere messo ad asciugare).
Ottimo per la pulizia quotidiana del
viso, il sapone infeltrito è ottimo anche per un peeling leggero del corpo.
Pare che oltre oceano sia ritenuto
l’ultima frontiera in fatto di scrub.
Ingredienti:
Olio di oliva;
Avena;
acqua;
soda;
lana cardata.
Uso:
Bagnare la saponetta e sfregarla
nelle mani, quando si formerà la schiuma, la saponetta è pronta per il primo
utilizzo.
Buone coccole.
Per Info e ordini: katekam66@tiscali.it o lasciate un commento qui sotto.
venerdì 10 aprile 2015
giovedì 9 aprile 2015
mercoledì 8 aprile 2015
martedì 7 aprile 2015
lunedì 6 aprile 2015
sabato 4 aprile 2015
Il sapone infeltrito ovvero le proprietà nutritive e scrubbanti della lana.
![]() |
| Sapone infeltrito |
Pare che in America sia l'ultima frontiera in fatto di scrub. Io l'ho scoperto per caso facendo uno dei miei quadri in lana cardata.
Ho provato a vedere cosa sarebbe successo se avessi avvolto le mie saponette nella lana e mi fossi lavata.La prima sensazione con quella schiuma fantasticamente morbida e profumata è stata piacevolissima, ma ancora più piacevole è stato il contatto con la lana sulla pelle.....Fantastico!!!!!
Una volta terminata la doccia, la mia pelle era morbida, lucida e nutrita, pronta per la seconda fase coccolosa, cioè l'uso della mia crema alle proteine della seta.....
Di seguito vi lascio a due delle foto per il procedimento.
Se volete ulteriori informazioni, lasciate un commento. Un abbraccio
![]() |
| Sapone rilavorato |
![]() |
| Lana Cardata |
giovedì 2 aprile 2015
Il sapone infeltrito ovvero le proprietà nutritive e scrubbanti della lana.
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| Sapone infeltrito |
Pare che in America sia l'ultima frontiera in fatto di scrub. Io l'ho scoperto per caso facendo uno dei miei quadri in lana cardata.
Ho provato a vedere cosa sarebbe successo se avessi avvolto le mie saponette nella lana e mi fossi lavata.La prima sensazione con quella schiuma fantasticamente morbida e profumata è stata piacevolissima, ma ancora più piacevole è stato il contatto con la lana sulla pelle.....Fantastico!!!!!
Una volta terminata la doccia, la mia pelle era morbida, lucida e nutrita, pronta per la seconda fase coccolosa, cioè l'uso della mia crema alle proteine della seta.....
Di seguito vi lascio a due delle foto per il procedimento.
Se volete ulteriori informazioni, lasciate un commento. Un abbraccio
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| Sapone rilavorato |
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| Lana Cardata |
mercoledì 1 aprile 2015
Parliamo di Yankee Candle??????
Lo so che sono l'ultima arrivata in fatto di Yankee, ma meglio tardi che mai no?!
La storia è questa:
Il diciassettenne Mike Kittredge, troppo povero per comprare un regalo alla madre, fuse alcuni pastelli per farne una candela. Una vicina lo vide e convinse Mike a venderle la candela. Con quel misero gruzzolo, egli comprò abbastanza cera per fare due candele, una per sua madre e un'altra da vendere. Fu così che nacque la Yankee Candle.
All'inizio ero un pò scettica, perchè come tutti sappiamo le candele odierne vengono fatte con la paraffina ed a me di respirare Petrolio, non andava proprio.
Dopo un'accurata ricerca e diverse telefonate, ho scoperto che le Yankee sono una giusta miscela di elementi combustibili per cui decisi di provare.
Adesso come adesso sono soddisfatta dei mie acquisti Yankee, che si riducono alle Tartes ed ai votivi, ma non è detto che un giorno non possa passare alle Jare.
Come Utilizzarle
Prima di accendere le candele tagliare lo stoppino a mezzo centimetro e mantenerlo a mezzo centimetro tutte le volte che si accende in modo che la candela bruci perfettamente senza produrre fumo.
Ogni volta che si accende la candela rimuovere il piccolo fiore nero che si forma in cima allo stoppino.
Per i bicchieri, tumbler e jare in vetro prima di spegnerle è necessario che la cera nella parte superiore diventi totalmente liquida in modo che si consumi uniformemente senza creare un buco al centro della candela stessa.
Quando si riaccenderà la parte liquida sarà perfettamente solidificata senza sprecare il prodotto.
Nel caso di annerimento delle giare e bicchieri in vetro, spegnere la candela, lasciare raffreddare e pulire con un panno umido. Tenere sempre lo stoppino lungo non più di mezzo centimetro.
Appoggiare le jare e bicchieri in vetro su di un piattino per evitare che il calore trasmesso dal vetro rovini la superficie sottostante.
Non sollevare mai le giare e bicchieri in vetro dal tappo perchè il peso dei contenitori è superiore alla tenuta del tappo e quindi potrebbero cadere e rompersi.
Le jare, bicchieri e tumbler una volta finito il prodotto possono essere riutilizzati per contenere spezie, ecc..
Prima di accendere le candele tagliare lo stoppino a mezzo centimetro e mantenerlo a mezzo centimetro tutte le volte che si accende in modo che la candela bruci perfettamente senza produrre fumo.
Ogni volta che si accende la candela rimuovere il piccolo fiore nero che si forma in cima allo stoppino.
Per i bicchieri, tumbler e jare in vetro prima di spegnerle è necessario che la cera nella parte superiore diventi totalmente liquida in modo che si consumi uniformemente senza creare un buco al centro della candela stessa.
Quando si riaccenderà la parte liquida sarà perfettamente solidificata senza sprecare il prodotto.
Nel caso di annerimento delle giare e bicchieri in vetro, spegnere la candela, lasciare raffreddare e pulire con un panno umido. Tenere sempre lo stoppino lungo non più di mezzo centimetro.
Appoggiare le jare e bicchieri in vetro su di un piattino per evitare che il calore trasmesso dal vetro rovini la superficie sottostante.
Non sollevare mai le giare e bicchieri in vetro dal tappo perchè il peso dei contenitori è superiore alla tenuta del tappo e quindi potrebbero cadere e rompersi.
Le jare, bicchieri e tumbler una volta finito il prodotto possono essere riutilizzati per contenere spezie, ecc..
Un bacio dalla vostra Zzzia Caterina
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